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A Latina beni sequestrati alla camorra

Pubblicato da Alessandro Cozzolino. In Uncategorized

Negozi, appartamenti, un’autorimessa a Latina. La polizia ha sequestrato alcuni beni riconducibili a Domenico Cardone e Vincenzo De Rosa. I due indagati furono coinvolti nell’ottobre scorso in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli insieme a esponenti di spicco del “clan Di Lauro” attivo nel napoletano e temuto anche dalle organizzazioni camorristiche rivali, con cui si contendono il controllo dei traffici illeciti sui quartieri partenopei per acquisire la gestione o il controllo di attività economiche svolte in loco e in altre zone d’Italia. Nel complesso i beni sequestrati per un ammontare di 10 milioni di euro circa sono in totale:

- 23 immobili ubicati tra Latina e Napoli

- 10 negozi siti tra Latina e Napoli

- 1 autorimessa di Latina

- 9 autoveicoli

- quote societarie relative alla società Latina Comunicazioni srl e alla società Sun & Beatiful

- conti correnti bancari, depositi di risparmio, certificati di deposito, investimenti assicurativi, polizze previdenziali presso gli istituti di credito Banca Unicredit spa, Banca Mediolanum, Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane spa, Banca SAI, Banca di credito cooperativo di Roma.

Di fronte a tutto questo non possiamo più far finta di nulla, perché è divenuto provato ciò che molti sapevano: Le associazioni mafiose del sud Italia investono sul nostro territorio e la responsabilità è anche di quelle persone (vedi senatore Fazzone e presidente Cusani) che fino ad oggi hanno negato la presenza di investimenti illeciti riconducibili alle mafie sul nostro territorio. Tra pochi giorni si tornerà a votare. Pensare che i politici siano tutti uguali è dannoso per i cittadini onesti di questa città. PENSATE.

Conta solo la poltrona

Pubblicato da Alessandro Cozzolino. In Uncategorized

Di nuovo tutti insieme appassionatamente per la paura di perdere.

Questo è quello che è accaduto nel centro-destra a Latina.

Un anno fa i consiglieri di Forza Italia votavano la sfiducia al sindaco Zaccheo che quindi non avendo più una maggioranza è decaduto dal suo incarico. Da quel momento insulti, improperi, e chi più ne ha più ne metta tra ex sostenitori del sindaco e e coloro che l’avevano tradito. Per essere chiari tutti dello stesso partito (PDL).

“Mai più con chi ha firmato la sfiducia” tuonavano i fedeli a Zaccheo. “Era una politica sbagliata che non potevamo sostenere” si difendono i firmatari della sfiducia.

Un anno di tira e molla, di veti incrociati, di tutti contro tutti, finché un bel giorno… la paura di perdere il controllo sulla città diventa troppo grande e allora bisogna obbligatoriamente trovare un accordo.

Giovanni Di Giorgi è la persona giusta.

Perchè? Riesce a tenere dentro tutti.

I fedeli a Zaccheo dicono che lui non firmò la sfiducia ed è un continuo con le politiche che la passata amministrazione stava portando avanti, quindi va bene… dimenticandosi che nella lista insieme a loro saranno candidati proprio coloro che la sfiducia la firmarono e che vennero indicati come traditori e irresponsabili.

Gli ex di Forza Italia (che provocarono la caduta del sindaco) vedono riconfermato il loro posto nella lista PDL e si accontentano, dimenticandosi delle motivazioni che a loro dire li hanno portati a firmare la sfiducia.

Ultima trovata eccezionale… il rientro di Cirilli e del movimento l’altra faccia della politica. Cirilli, che si era smarcato dai poli sostiene che Di Giorgi è la persona giusta perché in grado di garantire una politica totalmente diversa da quella di Zaccheo. Su che basi venga detto questo non si capisce visto che Di Giorgi è stato assessore della giunta Zaccheo… ma l’importante è essere coerenti, e tutte queste persone lo sono… perché sono sempre state attaccate alle poltrone.

Ansa

SKY TG24

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