4 SI e 475 grazie

Pubblicato da Alessandro Cozzolino. in Uncategorized

475 grazie e 4 SI ai Referendum… Ho deciso di iniziare così la mia attività come Consigliere Comunale.

Ho voluto realizzare un manifesto che a breve sarà affisso in città in cui unire al ringraziamento a tutti gli amici che mi hanno sostenuto un’indicazione chiara di voto sui quattro Referendum del 12 e 13 Giugno. Apprendo con piacere che anche il Sindaco Di Giorgi si è espresso favorevolmente sui Referendum dando indicazione ai cittadini di Latina di andare a votare ed esprimere quattro SI sulle schede elettorali.

Mi auguro che non sia solo tattica Politica, per non registrare la prima sconfitta subito dopo essere stato eletto, ma che sia un impegno serio e duraturo.

I quattro quesiti referendari sono decisivi per il futuro di questa Nazione e sono fondamentali per le nuove generazioni, quelle che io sento il dovere di rappresentare più direttamente in Consiglio Comunale.

La questione Nucleare non è ideologica, ma soprattutto ECONOMICA. L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Inoltre, gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.

Il tema dell’acqua è forse ancora più importante.

La privatizzazione del servizio idrico avviata con la legge Galli è fallita.

Non ci sono stati gli investimenti promessi per il rifacimento delle reti idriche e per la costruzione dei depuratori per il trattamento delle acque reflue, il servizio è peggiorato e i costi delle bollette sono aumentati.

Non è concepibile ipotizzare un profitto su un bene indispensabile per la vita.

Rendere il servizio più efficiente e fruibile a tutti a costi sostenibili deve essere un obiettivo per ogni amministrazione.

Infine  il quarto quesito referendario, quello sul legittimo impedimento.

Votare SI perché chi fa politica non deve essere più tutelato di ogni altro cittadino.

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