Aprire alla città a cominciare da LBC

Pubblicato da Alessandro Cozzolino. in News

Intervista a Latina Oggi del 30/03/18 di Marianna Vicinanza

cozzolino 19Apertura all’esterno, responsabilità e cambiamento. Sono le parole che deve declinare il Pd per uscire dal guado che il 4 marzo ha delineato per il partito di Renzi, finito in minoranza su scala nazionale e, sul territorio, ancorato a un risultato elettorale che, nonostante due consiglieri e un assessorato in Regione, vede il partito perdere spazi e consensi di fronte al terreno guadagnato da destre e 5Stelle e a quello della rappresentanza parlamentare locale persa. A parlarne, dopo aver tirato le fila dell’ultima assemblea comunale, è il segretario Alessandro Cozzolino
Quali sono le mosse che farà il partito a Latina dopo il risultato delle ultime elezioni?
Le ultime elezioni ci consegnano un quadro negativo per Latina, per cui la provincia ha perso nel Partito Democratico le sue rappresentanze parlamentari mentre invece sulla Regione abbiamo confermato due consiglieri regionali con la vittoria di Zingaretti e un assessore. Va detto che la vittoria di Zingaretti non è netta come quella di 5 anni fa, perché il centrosinistra da solo non è autosufficiente, alla luce di questo quello che è emerso è la necessità di rilanciare proposte concrete a livello amministrativo e sulla città sulle quali cercare la convergenza di forze politiche e civiche che hanno fatto con noi un percorso. Un percorso che, soprattutto sul fronte delle regionali, si è rilevato vincente.
Quindi cercherete una sponda con Lbc in continuità con la linea portata avanti da Zingaretti, e prima ancora di Moscardelli? 
E’ evidente che fino ad oggi ci sono state tante divergenze sotto il profilo amministrativo con Lbc e che la gestione della città fino a questo momento non ci soddisfa. Però è altrettanto vero che dobbiamo cercare un dialogo concreto sui temi e su come risolvere i problemi della città. Problemi che vengono da lontano e che non sono attribuibili tutti a questa maggioranza perché in gran parte sono da imputare al centrodestra. Questo non va dimenticato. 
Eppure in questo territorio sembra che già molti lo abbiano dimenticato. Il centrodestra, anche se con un Dna modificato, ci consegna la Lega come primo partito cittadino.
Quello che ci dicono in maniera chiara queste elezioni è che c’è un forte rischio che la destra ritorni incontrastata su questo territorio su un perno leghista e non più moderato. Quindi alla luce di questo pericolo oggettivo, cioè che quelli che hanno amministrato per venti anni tentino di ripulirsi facendo ricadere tutte le problematiche della città sugli ultimi due anni di amministrazione, il Pd deve farsi forza promotrice di un dialogo sui temi della città tra coloro che vogliono impedire questo ritorno.
Come lo impedirete e come deve lavorare sui suoi valori e sulle alleanze il Pd per offrire un’alternativa credibile?
Sotto il punto di vista dei valori bisogna rivolgersi a coloro che hanno dimostrato di avere una sensibilità affine a quella del Pd, il cosiddetto campo progressista, guardando anche con attenzione al mutamento della destra che da pericolo può diventare una opportunità. Si apre per noi uno spiraglio di elettori moderati (e non di forze politiche) che mal digeriscono questo spostamento verso la destra anti europeista e non si riconoscono più in queste forze estremiste. E’ anche a loro che dobbiamo rivolgerci. E in contemporanea con i civici trovare un confronto sui temi e non su spartizioni e poltrone.
 
Eppure mesi fa emerse che le condizioni di un asse Pd e Lbc non erano mature nell’incontro durante la festa provinciale Democratica. La stessa Aramini criticò il vostro modo di fare opposizione. Pensi che dopo pochi mesi le distanze siano state colmate?
No, credo che ci siano ancora delle distanze sul piano amministrativo o che ci siano ancora azioni che noi non condividiamo e che non hanno inciso al punto di migliorare la condizione difficile in cui versa la città, proprio per questo promuoveremo un’azione propositiva e pubblica nel mese di maggio nel quale lanceremo delle proposte concrete su diversi temi e su cui imbastire un confronto con chi fa parte del campo progressista.
 
In questo discorso cercherete una sponda anche con Liberi e Uguali?
Come si è trovata una intesa sui programmi in Regione si può trovare anche sulle vicende comunali. Una base comune di valori c’è.
Queste sono ottime intenzioni però rischiano di scontrarsi con il vizio ricorrente delle divisioni interne, non crede?
Su Latina con il congresso abbiamo portato avanti una linea unitaria che viene confermata dalla presenza in segreteria delle varie aree del partito e anche dal fatto che all’ultima assemblea comunali siamo usciti con una posizione unica, con un metodo e un processo di condivisione che sta portando i suoi frutti. Il fatto di cercare di tornare in sintonia con la città emerge chiaro anche dall’organizzazione di un evento pubblico dove si parla di temi concreti per la città e non di strategia politica.
In consiglio avete perso Massimiliano Carnevale e siete passati da dieci a due consiglieri che finora hanno fatto opposizione a Coletta facendo venire a galla tante contraddizioni della gestione civica. Alla luce di queste nuove aperture quale opposizione dobbiamo invece aspettarci da oggi in poi?
Sarà sempre stringente alle questioni amministrative, già in passato abbiamo votato a favore alcune cose e contro altre. Il punto è anche come la maggioranza si pone nei confronti dell’opposizione, se arriva con proposte precostituite o se ha la volontà di un confronto reale. Noi vogliamo mettere al centro i temi, cercare confronto e condivisione e ci auguriamo che anche gli altri intenderanno mettersi in discussione per evitare il ritorno delle destre. Una cosa è certa: il tessuto delle alleanze sarà sui temi, non sui nomi e le poltrone. 

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